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PERIODO KOFUN

Il periodo che va dal 250/300 d.C. fino alla metà del VI secolo è detto PERIODO KOFUN o PERIODO DEI TUMULI (古墳時代). Il nome deriva dalle caratteristiche “tombe a tumulo” (Kofun, appunto) che andarono a diffondersi sempre più. Le tombe, inoltre, potevano essere di diverse dimensioni e forme, a seconda dello status sociale del defunto. All’interno, intorno al corpo del defunto venivano posti oggetti a lui cari (un po’ come accadeva nell’antico Egitto per le tombe dei faraoni); gli oggetti erano per la maggior parte di origine continentale e molto preziosi. Le famiglie più importanti erano chiamate UJI (宇治) e possedevano tombe maestose (come questa qui riportata):

Il termine uji può essere tradotto con “clan”, e il capostipite era chiamato uji no kami (宇治の髪 – ovvero “colui che discende direttamente dalla divinità protettrice”) e che detiene i tre simboli sacri: la SPADA, lo SPECCHIO in bronzo e il GIOIELLO. Tutto questo ribadiva e rinforzava il legame di continuità tra passato e presente.

GLI HANIWA – 埴輪

Maiale, VI secolo

I Kofun erano spesso corredati di sculture in terracotta (haniwa, appunto) che ritraevano elementi zoomorfi o soldati, che servivano a proteggere lo SPIRITO del defunto. Gli haniwa sono delle figure in terracotta fabbricate a scopo rituale per essere seppellite con i morti, insieme agli altri oggetti funerari e usati principalmente durante il periodo Kofun (III – VI secolo). Grazie al ritrovamento di queste statue di è avuta una conoscenza approfondita e dettagliata delle armi e delle armature della casta guerriera che si era sviluppata in questo particolare periodo della storia giapponese; i ritrovamenti più importanti di haniwa si trovano sull’isola di Honshu, soprattutto nella regione del Kansai, nella prefettura di Nara. Le offerte funerarie delle statuette haniwa assunsero molte forme, per esempio cavalli, pollame, pesci, uccelli, abitazioni, armi, scudi, cuscini e di esseri umani maschi e femmine. Oltre alle motivazioni di carattere artistico e religioso, queste statuette avevano anche lo scopo di delimitare in parte il tumulo del defunto.

L’ORIGINE DEGLI HANIWA

L’uso delle offerte haniwa ebbe inizio a partire dalla fine del PERIODO YAYOI, durante il REGNO DI KIBI. Fu proprio in questo periodo che iniziarono ad apparire figurine e vasellami in terracotta nelle tombe dei capi politici e militari. Secondo una leggenda popolare giapponese, questa pratica nacque quando un antico imperatore, scandalizzato e commosso dalla pratica di seppellire persone vive nelle tombe dei membri della famiglia imperiale, decise di sostituire le persone vere con delle copie in terracotta. Tuttavia questo resoconto popolare sull’origine degli haniwa non sembra avere un fondamento, poiché non esiste nessuna prova sull’uso di seppellire vivi i dignitari, come invece accadeva in Cina. Inoltre, sembra che i primi haniwa fossero delle semplici colonne cilindriche, mentre, la rappresentazione di esseri viventi sembra derivare dalla volontà di ricreare per l’aldilà un mondo più familiare per il deceduto. Infine, queste statuette venivano prodotte artigianalmente da una casta specializzata nella produzione di terracotta, chiamata da tutti BE (べ), legati da un rapporto lavorativo e di sudditanza alle famiglie Uji.

Guerriero haniwa (埴輪) di terracotta
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